Gina La Mantia, www.ginalamantia.ch, PS-Ticino

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Gina La Mantia


ginalamantia.ch
gina@ginalamantia.ch

candidata no. 87
al Gran Consiglio
Lista no. 4
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La povertà in Ticino, un problema di prim'ordine

18 settembre 2019
Attualmente in Commissione della Sanità e Sicurezza sociale stiamo discutendo di una mozione, presentata nel lontano 2012 da Pelin Kandemir Bordoli, Saverio Lurati e cofirmatari. La mozione chiede due cose:

1.Elaborare una strategia globale di prevenzione e lotta alla povertà e presentare in tempi brevi un programma cantonale per combattere questo fenomeno, e

2. presentare nel corso di ogni legislatura un rapporto di aggiornamento della situazione per poter valutare l’efficacia delle misure intraprese.

È sorprendente per quanto tempo la mozione, pur trattando un tema di prima importanza per il nostro Cantone e per le persone che ci abitano, sia rimasta ferma nei cassetti della commissione della gestione. Il rapporto del Consiglio di Stato è arrivato solo nel 2018, a sei anni dopo la presentazione. La sua conclusione è lapidaria: si propone di respingere la mozione, cito dal messaggio “tenuto conto delle diverse misure messe in atto dal Cantone nella lotta contro la povertà, così come nella prevenzione e intervento a sostegno delle famiglie, giovani e anziani.”

Ma in Ticino la povertà è un problema di prim’ordine. Come ha già esposto il nostro Capogruppo Ivo Durisch nel suo intervento, e come si può evincere dalla pubblicazione dell’Ufficio cantonale di Statistica del 2015 “le famiglie in Ticino”, il nostro è un Cantone particolarmente fragile. Le persone a rischio di povertà sono il 31.4% contro la media nazionale del 14%. Il tasso di povertà è del 16.5% contro il 7.5% a livello svizzero. Il tasso di povertà delle persone attive sfiora il 12% contro il 3.5% a livello svizzero. 981 persone con un’attività lavorativa nel dicembre 2018 erano a beneficio dell’assistenza sociale.

Un quarto delle famiglie ticinesi dichiara di avere difficoltà a far fronte a una spesa imprevista di 2'000 franchi nell’arco di un mese. L’8 per cento delle famiglie ticinesi afferma di indebitarsi o di consumare il proprio patrimonio per poter vivere.

Toccate dal fenomeno sono in prima linea le famiglie monoparentali, le famiglie numerose e le donne. La povertà in Ticino coinvolge il 17% dei giovani.

Ma al posto di mettere a punto un programma cantonale di lotta alla povertà, come lo chiede la mozione, purtroppo il Cantone da anni va nella direzione opposta.

Si sono ridotti i sussidi cassa malati, anche se il 6.2 per cento della popolazione non riesce più a pagare i premi. Nel 2015 in Ticino 3’548 persone erano iscritti sulle Black List delle casse malati e non hanno accesso alle cure mediche, se non a quelle d’urgenza. Una misura iniqua, dannosa per la salute pubblica e, oltretutto, completamente inutile.

Il Ticino ha bisogno di tutt’altro di Black List, dunque. Per il nostro Cantone in particolare è urgente ridurre il peso dei premi cassa malati sulle famiglie. Il Partito socialista svizzero per questo ha lanciato un’iniziativa che vuole fissare il limite dei premi cassa malati a un massimo del 10 per cento del reddito disponibile di un’economia domestica. L’iniziativa verrà depositato tra poco, ed è sintomatico che le firme che arrivano proprio dal Ticino sono tante.

Si sono tagliati gli assegni famigliari integrativi e gli assegni di prima infanzia, un modello progressista di sostegno alle famiglie, unico in Svizzera. Le famiglie beneficiarie degli assegni si sono trovati nel giro di poche settimane senza questo aiuto, oppure con un sussidio molto ridotto. Più di 600 delle famiglie toccate sono oggi in assistenza, perché gli assegni non garantiscono più il minimo vitale.

ll Piano cantonale dell’alloggio è da anni fermo al palo. Accanto ai premi cassa malati, sono gli affitti che pesano di più sulle economie domestiche del ceto medio e basso. Per troppi anni si è lasciato andare la speculazione immobiliare a briglie sciolte, con il risultato che oggi c’è un esubero di appartamenti di lusso e una penuria di quelli a pigione moderata, appartamenti che servirebbero proprio alle famiglie con reddito modesto e che migliorerebbero di molto la loro qualità di vita.

Care colleghe e cari colleghi, egregi Consiglieri di Stato. Fatto sta che il consuntivo 2018 chiude con un avanzo d’esercizio di oltre 137 milioni di franchi. Un avanzo d’esercizio ottenuto in larga misura con dei risparmi, tagli e riduzioni di servizi che toccano in primo luogo le persone più bisognose di questo Cantone. Si aumenta la precarietà, la disuguaglianza e l’insicurezza. E si mette a rischio ciò che ha sempre distinto la Svizzera: la pace sociale e la stabilità. Il mio gruppo si oppone fermamente a questa politica, e perciò boccia il Consuntivo 2018 e si astiene sui conti del DSS.

Vorrei però concludere con una nota positiva: ringrazio il nuovo direttore Raffaele De Rosa per gli incontri che ha organizzato con i promotori delle tre iniziative popolari sui temi sanitari, e cioè l’iniziativa per le cure dentarie, l’iniziativa per le cure mediche e ospedaliere di prossimità e l’iniziativa Qualità e Sicurezza delle cure ospedaliere. Per quest’ultima i promotori hanno ricevuto proprio negli scorsi giorni dal Consiglio di Stato un progetto di rapporto. Non posso ancora esprimermi sul contenuto. Ma è un segnale gradito.
il mio intervento in aula sul Consuntivo 2018


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