Gina La Mantia, www.ginalamantia.ch, PS-Ticino

Gina La Mantia
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Gina La Mantia


ginalamantia.ch
gina@ginalamantia.ch

candidata no. 87
al Gran Consiglio
Lista no. 4
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Rinforzare il ruolo della levatrice per rinforzare la salute di tutti

5 maggio 2020
Il 5 maggio, si celebra la giornata internazionale dell’ostetrica , e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha voluto dedicare l’anno 2020 al personale infermieristico e alle levatrici , raccomandando di “rinforzare queste figure professionali per rinforzare la salute di tutti” e di mettere loro “al centro delle cure sanitarie primarie.”

Per le levatrici indipendenti in Svizzera, ma anche in Ticino, con la crisi sanitaria del Coronavirus lo svolgimento del lavoro quotidiano è diventato molto più complesso. Questa categoria professionale, per definizione, è a stretto contatto con le proprie utenti: donne che aspettano un bambino, donne che hanno appena partorito e neonati. Controllo dell’utero, cura dell’ombelico del neonato, assistenza all’allattamento e interventi simili sono attività che non si possono svolgere rispettando la distanza sociale. Inoltre, data la situazione attuale in cui le partorienti sono dimesse il più rapidamente possibile dalle maternità per proteggerle dal contagio, diventa ancora più importante il contatto con la levatrice di fiducia: non solo per gli interventi di natura prettamente ostetrica, di cura e di controllo della salute sia della madre, che del neonato, ma anche e soprattutto per un sostegno psicologico alle neo madri, che in una situazione di maggiore vulnerabilità, già per sé delicata, si trovano in isolamento nelle loro case.

Alle levatrici viene consigliato di svolgere il loro lavoro il più possibile a distanza, attraverso consulenze telefoniche o videochiamate. Consiglio corretto, certamente, se non fosse che le levatrici, di principio, non possono fatturare le consulenze telefoniche. Grazie all’intervento della Federazione Svizzera delle Levatrici presso Ufficio Federale della Sanità Pubblica è stato concesso loro una minima deroga: fino alla revoca della stessa, le levatrici indipendenti possono fatturare cinque consulenze telefoniche sull’arco di tutta la gravidanza. Se si rendono necessarie ulteriori consulenze, non le possono fatturare, come non possono fatturare i corsi di preparazione a distanza.

Ma pur avendo la possibilità di fare delle consulenze telefoniche, non tutte le visite possono essere evitate. Per poter svolgerle in modo corretto, le levatrici hanno bisogno di materiale protettivo, in particolare per i casi a rischio o per i casi di Covid-19 sospetto o confermato: camici, mascherine, guanti e disinfettante. Purtroppo l’attività delle levatrici indipendenti non è considerata quale servizio sanitario indispensabile, e per questo motivo per loro non è prevista alcuna scorta di materiale protettivo per una situazione di emergenza sanitaria come quella che stiamo vivendo. Devono arrangiarsi con i loro mezzi a comprarlo, e non è chiaro chi si assumerà i costi. Inoltre, le levatrici indipendenti non ricevono le comunicazioni ufficiali dall’ufficio del medico cantonale. Ma anche in tempi “normali”, e quindi non di emergenza sanitaria, questo mancato riconoscimento impedisce loro il diritto al fondo cantonale preposto per finanziare le visite alle madri che si trovano sulla “lista nera” delle casse malati e sono quindi prive di un’assicurazione, anche per le visite improcrastinabili. Alla levatrice indipendente non resta che la scelta di fare il lavoro gratuitamente, o di rinviare la madre all’ospedale, che può fatturare.

Con la presente mozione chiediamo al Consiglio di Stato di riconoscere il lavoro delle levatrici indipendenti come servizio sanitario indispensabile, a tutela delle partorienti, delle neo madri e dei neonati, di tenere conto delle loro esigenze per quanto riguarda il materiale protettivo e di garantire loro l’accesso alle informazioni ufficiali dall’ufficio del medico cantonale, coinvolgendole quali interlocutrici a pieno titolo nella pianificazione degli interventi in situazioni di emergenza.

Gina La Mantia
Henrik Bang, Anna Biscossa, Samantha Bourgoin, Simona Buri, Nicola Corti, Claudia Crivelli Barella, Lea Ferrari, Fabrizio Garbani Nerini, Raoul Ghisletta, Carlo Lepori, Tatiana Lurati Grassi, Tamara Merlo, Maristella Patuzzi, Nicola Pini, Daniela Pugno Ghirlanda, Laura Riget, Fabrizio Sirica
Mozione presentata il 4 maggio 2020


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