Gina La Mantia, www.ginalamantia.ch, PS-Ticino

Gina La Mantia
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Gina La Mantia


ginalamantia.ch
gina@ginalamantia.ch

candidata no. 87
al Gran Consiglio
Lista no. 4
Facebook page: Gina La Mantia

Il PS da sempre con le donne

4 febbraio 2019
Gentile Signor Caratti,

sono decisamente pesanti le sue accuse rivolte al Partito socialista sull’affare del funzionario cantonale condannato per coazione sessuale: venderemmo, così suggerisce il suo commento, i nostri valori di difesa e promozione dei diritti femminili per coprire un nostro esponente che ha abusato del suo potere, e i suoi superiori che hanno preferito guardare altrove, senza dare alle vittime la giusta e necessaria tutela e protezione.

Ma così non è.

Se è vero che sono subito state inoltrate da parte di altri partiti degli atti parlamentari a chiedere lumi sulla squallida faccenda e delle prese di posizione dal tenore – giustamente! – scandalizzato, e altrettanto vero che per il Partito socialista il tema dei diritti femminili non affiora unicamente nel momento dello spettacolo, quando c’è da sfruttare l’indignazione popolare e attirare un qualche voto. Il Partito socialista ha fatto della parità fra uomo e donna uno dei suoi quattro punti programmatici principali, accanto al tema del lavoro, del clima e della sanità.

Il Partito socialista lavora da anni con serietà e continuità per i diritti femminili, purtroppo quasi sempre in una posizione di minoranza, ma ciò non significa demordere: le grandi conquiste svizzere in materia di parità sono state raggiunte solo grazie alla ferma volontà, alla persistenza e al determinante contributo del nostro partito, e qui pensiamo al diritto di voto e eleggibilità alle donne, all’assicurazione maternità fino alla modifica di legge che rende lo stupro anche all’interno di un matrimonio un delitto d’ufficio. Ricordiamo, inoltre, che il “Manifesto per un socialismo femminista”, adottato dal nostro partito nel mese di ottobre del 2017 offre, accanto a un’approfondita analisi sulla situazione delle donne, delle rivendicazioni concrete per fare dei progressi in questo ambito.

Ma anche a livello cantonale e in Gran Consiglio la parità fra uomo e donna – che, come sappiamo, è considerata dalla Convenzione d’Istanbul il punto di partenza per combattere la violenza fatta alle donne – è stata per il nostro gruppo sempre un tema importante. Diversi gli atti parlamentari inoltrati nel merito, spesso e volentieri nell’indifferenza mediatica e con delle risposte governative superficiali e dal tono piuttosto inconcludente.

In particolare ricordiamo la nostra interrogazione dello scorso 8 marzo : “Molestie sessuali sul posto di lavoro: il Ticino può fare di più?” che chiedeva chiarezza riguardo a ciò che si fa in Ticino per monitorare in modo attendibile il fenomeno delle molestie sessuali sul posto di lavoro e in quale misura gli strumenti messi a disposizione dalla Confederazione vengono applicati. Si chiedeva anche se non fosse il caso di attivare una campagna di sensibilizzazione specifica, così come l’estensione del gruppo “Stop Molestie” nel settore privato.

La risposta del Consiglio di Stato a questa interrogazione è stata deludente poiché non ha accolto le nostre proposte, limitandosi ad affermare che “si potrebbero consolidare i servizi che già offrono un aiuto e consulenza alle vittime”, e che “una campagna di sensibilizzazione presso le aziende [….] andrebbe tuttavia approfondita, definendo degli obiettivi specifici, indentificando gli attori da coinvolgere e considerando la disponibilità in termini di risorse.”

Alla luce di quanto emerso, siamo convinte che il Governo debba attivarsi maggiormente. Il Partito socialista è sempre stato in prima linea per quanto riguarda la prevenzione e la lotta alla violenza e alle molestie sessuali sulle donne, alle quali è nostro dovere porre fine, ed è per questi motivi, egregio direttore, che troviamo la sua opinione parziale e incompleta.
Risposta di Tatiana Lurati e me a Matteo Caratti, pubblicata su La Regione di oggi


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