Gina La Mantia, www.ginalamantia.ch, PS-Ticino

Gina La Mantia
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Gina La Mantia


ginalamantia.ch
gina@ginalamantia.ch

candidata no. 87
al Gran Consiglio
Lista no. 4
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Una soluzione pragmatica a un problema urgente

16 marzo 2019
I due punti cardine della politica sanitaria per il Partito socialista sono la qualità delle cure mediche e ospedaliere, e l’accessibilità di esse a tutta la popolazione. Tra le molte proposte che abbiamo portato avanti in questo ambito, spicca per attualità l’iniziativa popolare federale “per dei premi cassa malati meno onerosi”, la cui raccolta firme è iniziata recentemente.

Sempre più persone non riescono a pagare i premi cassa malati che negli ultimi 20 anni sono più che raddoppiati, mentre i salari e le rendite sono aumentati solo di poco. Questo, come sappiamo, ha delle conseguenze anche gravi, se pensiamo alle “Black List”, malauguratamente introdotte nel 2012 in nove cantoni - tra i quali anche il Ticino - che escludono gli assicurati morosi dalle prestazioni LAMal se non in situazioni “d’urgenza”. Una misura discriminatoria e, secondo diverse testimonianze autorevoli, inutile in quanto lo scopo “dissuasivo ed educativo”, nel quale i promotori speravano, non si è verificato in alcun modo. Ma soprattutto una misura disastrosa per quanto riguarda la salute pubblica: la morte dell’uomo affetto di Aids, al quale era stato rifiutato il rimborso della terapia poiché non considerata “d’urgenza”, ne è la dimostrazione e non deve ripetersi assolutamente.

L’altra pseudo soluzione proposta da una parte della politica consiste nell’aumento della franchigia. È un’opzione, questa, che non rende giustizia alle persone affette da malattie croniche e tantomeno alle persone con un reddito basso: i primi si recano per necessità regolarmente dal medico e sono pertanto nettamente penalizzate da una franchigia alta, mentre i secondi cercheranno di evitare di andare dal medico, anche in situazioni in cui sarebbe invece raccomandabile andarci. È, ancora una volta, una misura discriminatoria che non giova alla salute pubblica. Infatti, già ora tra il 10 e il 20 per cento degli assicurati non va dal medico per timore dei costi troppo alti.

L’iniziativa “per dei premi cassa malati meno onerosi” chiede, con una modifica costituzionale molto chiara, che nessuna economia domestica debba spendere di più del 10 per cento del proprio reddito disponibile per i premi cassa malati: “Gli assicurati hanno diritto a una riduzione dei premi dell’assicurazione contro le malattie. I premi a carico degli assicurati ammontano al massimo al 10 per cento del reddito disponibile. La riduzione dei premi è finanziata per almeno due terzi dalla Confederazione e per l’importo rimanente dai Cantoni.”

Una soluzione pragmatica a un problema urgente che rischia di diventare una bomba sociale a orologeria. Una soluzione che stabilisce un diritto alla riduzione dei premi cassa malati quando essi superano il 10 per cento del reddito disponibile e che, pertanto, porterà più equità di trattamento tra gli assicurati nei diversi cantoni. Una soluzione, oltretutto, che proteggerà le famiglie dall’incidenza, a volte nefasta, di improvvisi pacchetti di risparmio cantonali sul proprio budget.
articolo mio, apparso sul CdT del 16 marzo 2019


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