Gina La Mantia, www.ginalamantia.ch, PS-Ticino

Gina La Mantia
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Gina La Mantia


ginalamantia.ch
gina@ginalamantia.ch

candidata no. 87
al Gran Consiglio
Lista no. 4
Facebook page: Gina La Mantia

Il mio discorso da neo eletta Presidente del Gran Consiglio

4 maggio 2022
Signor Presidente del Consiglio di Stato, Signori Consiglieri di Stato,
gentili colleghe e colleghi, autorità comunali,
gentili signore e signori, parenti e amici,

in qualità di neo Presidente del Gran Consiglio ho il piacere di porgervi il mio cordiale saluto e di ringraziare il Parlamento per la fiducia espressa nei miei confronti, il mio gruppo parlamentare per avermi proposta per questa carica, e tutte e tutti voi per la presenza e l’accoglienza in questa giornata per me carica di emozioni.

Ringrazio anche tutte le persone che mi hanno aiutata ad arrivare fin qui e che sempre sono state al mio fianco: in primis mio marito Thomas, le nostre figlie Franziska e Mariama, i familiari e gli amici, il mio partito, il Coordinamento donne della sinistra e le molte altre persone che mi hanno incoraggiata e sostenuta.

E non per ultimo, un particolare ringraziamento va al Presidente uscente, Nicola Pini, e a Daniele Caverzasio che lo ha preceduto. Grazie a voi ho potuto svolgere un "apprendistato presidenziale" di due anni che mi permette di arrivare a questo momento preparata e quindi più serena.

E questo è un dono molto prezioso!

Ho voluto in questa giornata condividere con voi la lettura di un brano del libro "L'anno della valanga" di Giovanni Orelli, un libro che racconta la storia di una comunità in un piccolo paese di montagna minacciato da una valanga dopo un lungo inverno. Una comunità costretta, alla fine, ad abbandonare - almeno temporaneamente - il proprio villaggio, la propria casa, il proprio focolaio per cercare protezione altrove, giù, nel piano. L'abbandono è una decisione sofferta, a lungo discussa e combattuta. La si prende per salvare la propria vita e quella della famiglia, per dare un futuro alla gioventù.

Come ogni racconto che rimane nel tempo, anche questo ha una dimensione che va oltre: oltre il tempo nel quale è situato e oltre la località nel quale si svolge, e diventa così un racconto universale e di profonda umanità.

Da sempre le persone sono costrette, per varie cause, ad abbandonare la loro casa e tutto quello che conoscono per cercare salvezza altrove. La guerra in Ucraina è sotto gli occhi di noi tutti. Almeno 5 milioni di persone minacciate da armi e bombe hanno già dovuto abbandonare il loro Paese.

Loro oggi devono fare le medesime, dolorose scelte di quella comunità di gente di montagna descritta nel libro: Restare o andare? E se andare - cosa portare con sé, cosa lasciare indietro? Devono chiudere la casa, se la casa ancora l'hanno, e dire addio agli affetti e a quella vita che conoscevano e che si sono immaginati di condurre anche in futuro, per affrontare un viaggio nello sconosciuto.Una sofferenza che purtroppo si ripete nella storia e in tutte le aree geografiche di questa nostra terra. Una sofferenza che può però trasformarsi in opportunità, sia per chi parte, sia per chi accoglie.

Io stessa sono figlia di un immigrante italiano, che sempre ha sottolineato la sua gratitudine verso la Svizzera che gli ha permesso di liberarsi dalla povertà, di vivere in stabilità e sicurezza e di diventare parte attiva di questa nostra società.

Ma sono anche figlia adottiva di questo Cantone e della Valle di Blenio, nella quale sono venuta a vivere oltre trent'anni fa. La mia partenza dalla Svizzera tedesca non è stata sofferta, perché decisa liberamente e senza minaccia alcuna. La mia accoglienza in Ticino è stata generosa e affettuosa e culmina oggi con questa elezione a Prima cittadina.Per questo non posso che essere grata per tutte le opportunità che questo Cantone e la Valle di Blenio hanno dato a me e alla mia famiglia.

L'anno che ci aspetta, l'anno che ho davanti nella mia veste di Presidente del Gran Consiglio, sarà impegnativo.

Appena usciti - forse! – da due anni di Pandemia che hanno messo a dura prova la nostra popolazione, la nostra economia e la politica, viviamo una guerra in mezzo all'Europa che mai ci saremmo immaginati di vedere. Scarsità di materie prime, aumento dei prezzi dell'energia e inflazione generale sono le conseguenze già in atto, che potrebbero accentuarsi ulteriormente e che dimostrano i limiti del nostro sistema economico globalizzato. I più toccati saranno - ancora una volta - i più fragili, sia nel nostro Cantone, sia a livello federale che globale.

E poi ci sono i cambiamenti climatici che ci toccano ormai sempre più da vicino, sulla porta di casa. Basti pensare al lunghissimo periodo di siccità appena conclusosi che ha danneggiato pesantemente il nostro territorio, in particolare l’agricoltura e i boschi. Un altro fronte sul quale bisogna agire, senza indugio e senza perdere tempo, per dare un futuro a chi verrà dopo di noi.

Sarà il nostro compito di noi politiche e politici adoperarci affinché le disuguaglianze, in particolare in questo contesto difficile, non aumentino, ma si assottiglino. Spetta infatti a noi creare i presupposti perché ognuno e ognuna possa avere l'opportunità di realizzare con dignità il proprio progetto di vita - o almeno di andare vicino

L'anno che abbiamo davanti sarà anche un anno elettorale. Molti di voi mi hanno detto che sarà un anno complicato perché tutti vorranno apparire e mettersi in mostra. Io posso solo rispondere: dipende da noi scegliere quale immagine vogliamo dare al Paese della politica. E particolarmente in un anno elettorale, dopo la tragica pandemia del Covid e con una brutale guerra così vicina a noi faremmo bene a non spettacolarizzare e a - qui cito una frase di Walter Veltroni tratta dal suo libro "L'inizio del buio" - "Non rinunciare al dubbio; il miglior antidoto delle barbarie. Non piegarsi all'esasperazione del "senza se e senza ma", perché proprio i se e i ma tengono lontano le certezze assolute e alimentano il senso critico, l'etica, la coscienza. Nel grande caos bisogna muovere il timone, cercare, tentare, correggere. Se è inchiodato, si finisce contro gli scogli." - fine citazione.

È il nostro dovere contribuire con impegno e serietà alla ricerca di soluzioni per la popolazione e agire tutti insieme per il bene pubblico. I tempi difficili che stiamo attraversando ce lo richiedono e ce lo impongono con forza!

Con questo augurio concludo il mio intervento e passo nuovamente la parola all'anno della valanga di Giovanni Orelli per chiudere questo momento.
2 maggio 2022


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